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giovedì 3 settembre 2009

Omosessualità femminile: Comprendere la donna lesbica



COMPRENDERE LA DONNA LESBICA

di Andria L. Sigler-Smalz,
Consulente Clinico Pastorale





Andria L. Sigler-Smalz ha fondato e dirige il “Journey Christian Ministries”. Il suo ministero si trova in Lake Elsinore, California, dove abita con il marito e il figlio. Si è specializzata, come consulente pastorale clinica, nella terapia di orientamento cristiano per le persone in difficoltà a causa del conflitto tra il loro stile di vita ed i loro valori.

Durante i suoi 14 anni di carriera Andria ha lavorato con diverse centinaia di uomini e donne che lottano con l'omosessualità e le problematiche connesse con questo stile di vita. Offre consulenze a genitori di adolescenti ad alto rischio. Si occupa inoltre di questioni relative all’abuso di sostanze stupefacenti. Tra le sue credenziali Andria conta la sua istruzione, un’ampia formazione e la propria personale esperienza di vita. E’ frequentemente relatrice in conferenze e seminari ed è stata intervistata da mass media radio-televisivi.



Caratteristiche delle Relazioni Lesbiche

Riconoscendo che vi sono delle eccezioni alle comuni psicodinamiche, vorrei brevemente descrivere alcune delle caratteristiche distintive delle relazioni omosessuali femminili.

La prima, che riflette una differenza fondamentale tra uomini e donne, è che il sesso e l’attrazione sessuale non sono necessariamente componenti chiave delle relazioni lesbiche. In molti casi il sesso ha un ruolo minore e, occasionalmente, inesistente. Invece, l'attività fisica più apprezzata è la manifestazione affettiva che implica un contatto. Il sesso diventa una componente critica quando simboleggia l’intimità emotiva. La spinta propulsiva nella relazione lesbica è alimentata da deficit emotivi e affettivi vissuti durante la crescita e derivanti dal rapporto con persone dello stesso sesso; in generale, tali deficit non sono sessualizzati come lo sono nell’omosessualità maschile. Per le donne omosessuali “l’attrazione emotiva” svolge un ruolo più critico rispetto all’attrazione sessuale.

In questi rapporti sembra esserci una capacità di attaccamento particolarmente forte, tuttavia un esame più attento rivela comportamenti che indicano un fragile legame relazionale denso di paure e di angosce. L’origine dei conflitti risiede nella formazione dell’identità personale. E’ evidente, ad esempio, come il timore dell’abbandono, le lotte per il potere, il desiderio di controllo e di fusione con un'altra persona servano ad ottenere un senso di sicurezza e di significato.

Le relazioni tra donne tendono ad escludere i rapporti sociali e non è insolito per una coppia lesbica ridurre sempre più il contatto con familiari ed amici. Questo graduale “restringimento” serve a garantire il controllo e a proteggere dalla separazione e da quelle che vengono percepite come minacce al fragile legame della coppia.

Mentre le relazioni lesbiche durano generalmente più di quelle tra uomini, esse tendono ad essere caratterizzate da una maggiore intensità emotiva e sono tenute insieme con il "collante" della gelosia, con un eccesso di possessività e con vari comportamenti manipolativi. Durante il rapporto gli "alti" sono molto intensi e i momenti di conflitto, estremi. Trascorrere tantissimo tempo insieme, telefonarsi frequentemente, uno sproporzionato scambio di biglietti e regali, un inizio affrettato della convivenza e la fusione delle rispettive finanze sono solo alcuni dei modi per difendersi dal timore della separazione. In tali rapporti sono evidenti i segni dell’alterazione di un sano attaccamento – vale a dire, una eccessiva dipendenza emotiva ed una sorta di irretimento.

Non è raro per le amanti lesbiche nutrire sentimenti del tipo "non posso vivere senza di te". Una cliente una volta mi disse: "Non so come potrei vivere senza di lei. Prima che entrasse nella mia vita mi sentivo così vuota. Adesso lei è la mia vita."

Vi è spesso un elemento di disperazione nell’attrazione emotiva in queste donne. Una cliente, riconoscendo che le sue relazioni lesbiche rappresentano il suo bisogno di amore materno, mi ha spiegato: "Quando mi capita di incontrare una donna dalla quale mi sento attratta, è come se una voce proveniente da qualche parte dentro di me dicesse: 'Vuoi essere la mia mamma?' E’ un sentimento irresistibile e fortissimo, ci si sente indifese. Improvvisamente mi sento piccola. Desidero essere notata da lei, voglio essere speciale per lei; questo bisogno si impadronisce della mia mente".

Un’altra cliente mi ha parlato di come si sentiva durante i periodi di separazione dalla sua fidanzata lesbica. Mi ha detto: "Mi ricordo quella terribile sensazione – quel tormento, quella profonda ansia in fondo allo stomaco. Era la stessa sensazione che avevo da bambina ogni volta che dovevo allontanarmi da casa o nelle rare occasioni in cui dormivo fuori con le mie compagne. Le altre ragazze si divertivano un mondo ma io desideravo soltanto essere a casa mia. E 'stato sempre molto difficile lasciare la mia mamma".


Identità di Genere e Lesbismo

Ciò che è facilmente osservabile nella popolazione lesbica è un ampia varietà di caratteristiche e di modi di apparire. Così come ci sono (paradossalmente) donne eterosessuali che non si sentono "a proprio agio" nella propria femminilità, ci sono anche donne lesbiche che sono contente di essere donne ed hanno un aspetto molto femminile. Dico questo per dissipare il comune pensare che un’apparenza da "maschiaccio" o il preferire attività tradizionalmente non femminili indicano una donna lesbica.

L’identità di genere ha a che fare con il sentirsi bene con se stessa in quanto donna e con il grado di disinvoltura nell’interagire e nell’identificarsi con altre donne. Il lesbismo riguarda sia la preferenza per persone dello stesso sesso per soddisfare desideri psicologici inconsci sia la paura di una connessione intima con il sesso opposto.

Nel lesbismo la donna è "bloccata" nel suo sviluppo e quindi non in grado di procedere e raggiungere una sana eterosessualità. Il periodo e il modo in cui tale sviluppo viene ostacolato influisce sull’entità dei problemi di identità di genere che la donna sperimenta.


Atteggiamenti negativi nei confronti degli uomini

Alcune donne lesbiche sperimentano sentimenti negativi e conflitti interiori quando si relazionano con gli uomini, Ciò contribuisce alla loro incapacità di abbracciare l'eterosessualità. Alcune si identificano fortemente con il femminismo radicale. Le donne vengono considerate persone dotate e desiderabili mentre gli uomini sono visti come inferiori, fissati con il sesso e piuttosto inutili. Descrivendo la scena di un uomo e una donna abbracciati in uno stadio di baseball, una cliente lesbica mi ha detto "Era così disgustoso. Riuscivo solo a pensare: che cosa ci trova in lui, e come ha potuto lasciarsi toccare da lui!”

Non è raro per coloro che sono state coinvolte nello stile di vita lesbico per un lungo periodo di tempo sperimentare una sempre maggiore avversione verso le relazioni eterosessuali.


Considerazioni sul trattamento

Ai fini del trattamento della cliente lesbica che desidera abbracciare il processo di cambiamento è necessario valutare individualmente la persona nel suo complesso. E’ importante che il terapeuta individui la struttura della personalità della cliente. Ad esempio, il terapeuta deve essere in grado di comprendere se é in presenza di conflitti di separazione-individuazione tipici di una persona borderline oppure della fragile autostima di una narcisista, o ancora, del timore dell’attaccamento tipico di una persona schizoide? La comprensione dei principali conflitti interiori di queste donne permetterà al terapeuta di comprendere il significato del loro comportamento. Tali informazioni consentiranno di procedere utilizzando appropriati interventi per ciascuna particolare cliente.

E’ importante inoltre notare il grado di intensità dei sentimenti, i pensieri e comportamenti ossessivi compulsivi della cliente. Maggiore è la compulsività più intensa è l'ansia e/o la depressione che possono emergere quando la cliente inizia a separarsi dalla sua partner oppure quando sceglie di non "mettere in pratica" i propri sentimenti di attrazione emotiva e sessuale. Questa è spesso la parte più difficile del trattamento e assomiglia molto al trattamento adottato per le persone che lottano con la tossicodipendenza.

Il genere sessuale del terapeuta è molto importante; tuttavia, la cliente sa operare la scelta necessaria in quanto, nel processo di selezione, la sua attrazione emotiva la induce a scegliere una terapeuta donna anziché uomo. Nel corso del tempo la cliente tenterà di interagire con la terapeuta nello stesso modo in cui interagiva con le sue partner lesbiche. Per questo motivo, pur mantenendo un atteggiamento di apertura verso la cliente, la terapeuta deve tuttavia stabilire dei limiti e saper distinguere tra fornire un’assistenza adeguata e gratificare i desideri della cliente. L’utilizzo del transfert e del contro-transfert nel rapporto cliente-terapeuta si è dimostrato estremamente efficace per la guarigione.

Le questioni da cui scaturiscono i problemi di identità di genere della cliente dovrebbero essere comprese dalla terapeuta prima di iniziare la discussione su di esse. Comprendere il significato dei comportamenti della cliente può aiutare a determinare se e quando questo argomento sarà affrontato. Per esempio, quando era bambina, la cliente adottava un atteggiamento di “distacco difensivo” nei confronti di sua madre per proteggersi da un ulteriore (reale o percepito) rifiuto? Esistono alcune influenze culturali? La cliente si difende dalle advance degli uomini a causa di abusi sessuali subiti in passato?

Altri interventi essenziali includono il sostegno spirituale, il monitoraggio della depressione, offrire consigli pratici per accrescere la sua capacità di relazionarsi e incoraggiare la cliente a coltivare amicizie che la sostengano, in appoggio alla terapia.

La durata del trattamento è generalmente a lungo termine e molti traggono il maggior beneficio da due o tre sedute a settimana. Il terapeuta che viaggia frequentemente, che sa in anticipo che non sarà in grado di continuare il rapporto terapeutico (vale a dire, che prevede di trasferirsi o abbandonare l’attività) o che sta vivendo una crisi personale, deve riflettere attentamente prima di accettare un cliente. L’affidabilità e la costanza del terapeuta sono elementi importanti nel trattamento delle donne omosessuali.


Prognosi

Come in qualsiasi tipo di trattamento il successo dipende da molti fattori. Alcuni dei fattori sono sotto il diretto controllo della cliente - come la sua determinazione e motivazione al cambiamento, la regolare presenza alle sessioni e la sua collaborazione al trattamento. Altri importanti fattori che possono determinare il grado di successo concernono le caratteristiche del terapeuta. Il terapeuta dovrebbe essere in grado di stabilire una connessione pur mantenendo una ben delineata differenziazione, avere competenze ed esperienza o perlomeno le necessarie qualifiche. Altre considerazioni per la prognosi includono l'età, la storia, il tipo di personalità ed il livello globale di funzionamento della cliente.

Nel mio lavoro con le donne ho scoperto che si tratta di un processo lento e faticoso. Tuttavia la fatica offre anche ricompense. E 'sempre un privilegio assistere una cliente nel cammino per divenire una persona più sana e spesso mi sento ispirata dalla determinazione delle miei clienti.

Poiché la lotta lesbica è un sintomo del dolore e dei conflitti interni di una donna, raggiungere la capacità di sani rapporti con persone dello stesso sesso e del sesso opposto è una manifestazione di guarigione e di crescita interiore. Molte donne lesbiche che desiderano il cambiamento riescono a realizzare pienamente i loro obiettivi. E anche coloro che non hanno ancora realizzato i loro obiettivi continuano a crescere e a cambiare attraverso la terapia, sperimentando una maggiore auto-comprensione e senso di integrità personale.

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Recentemente mi è stato chiesto di fare la recensione di uno strumento di valutazione utilizzato per misurare il grado di cambiamento in individui che si erano serviti della psicoterapia per transitare dall’omosessualità all’eterosessualità.

Nella prima bozza del modulo di valutazione le domande erano rivolte principalmente ai maschi omosessuali. Se a questi formulari avessero risposto delle donne esse avrebbero totalizzato un quoziente di cambiamento più elevato rispetto a quello effettivamente raggiunto. Le domande erano basate sulla presunzione che l'omosessualità maschile e femminile siano sostanzialmente identiche e riguardino semplicemente l’attrazione fisica e sessuale per lo stesso sesso.

Mentre possono esserci analogie eziologiche nell’omosessualità maschile e femminile, vi sono particolari differenze nella natura di questi problemi e nelle loro manifestazioni esteriori. La stessa comunità gay riconosce queste differenze. Per questo motivo molte donne preferiscono essere chiamate "lesbiche" piuttosto che "gay" o omosessuali e la popolare organizzazione di servizio pubblico si chiama "Centro Gay e Lesbiche".

 

Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2008
Pubblicato su NARTH

Traduzione di Patrizia B.